Si parte quindi dalle stimolazioni dell’acuità visiva, nei bambini ipovedenti nei primi mesi di vita (spesso in ambiente oscurato con oggetti luminosi), alle stimolazioni dei movimenti oculari e dell’esplorazione, attraverso le quali spesso si ottiene una prima consapevolezza delle competenze visive residue e si innesca nel bambino la “voglia” di guardare.
Questa metodologia si prefigge il mantenimento e potenziamento dell’eventuale residuo visivo, il recupero delle funzioni oculo-motorie e della funzione neurovisiva intesa come identificazione dell’immagine visiva e riconoscimento ed elaborazione a livello cerebrale.
Il progetto “Visivamente, Riabilitazione Neurovisiva per bambini disabili” prevede la realizzazione di terapie di riabilitazione neurovisiva a favore di 21 bambini con disabilità dell’Associazione Casa del Sole ETS. Tramite il progetto saranno realizzate, nel corso dell’anno, 630 prestazioni terapeutiche, da parte di 1 Terapista specializzato in riabilitazione neurovisiva.